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Il nome "MovieClub" nasce dal profondo, intenso amore per il cinema.
Lo stesso nome che,
dieci anni prima, David Cardarelli e Emanuele Venditti avevano dato ad una trasmissione che
avevano avuto la possibilità di condurre su una piccola TV locale - per loro molto più di un
"mondo dei balocchi" - dedicata al mondo di celluloide, e dove mandavano in onda selezioni
accurate di quelle che, a loro giudizio, erano le migliori sequenza dei film.
Nel corso
degli anni, sempre più motivati dal desiderio di creare un luogo d'incontro, il MovieClub è
diventato uno spazio in cui guardare un buon film, tenendoci alla larga dall'esasperante tendenza
del successivo dibattito, richiamando tuttavia l'attenzione del pubblico verso pellicole da loro
scelte. Spaziavano dai film intellettualmente più stimolanti, scelti con un criterio che
privilegiasse quei titoli dimenticati a lungo nei cassetti dei produttori perché scomodi - e non
soltanto sotto un profilo politico - e magari di non facile lettura, fino ad includere quelli in
cui il cinema rappresentasse lo spettacolo nella sua forma più pura, mantenendo comunque un
taglio di spessore.
In quest'ottica è caduta, ad esempio, la scelta su film come "Non si
sevizia un paperino" di Fulci e "Funny Games" di Haneke; "Il federale" di Salce e "Porzus" di
Martinelli. "Rashomon" di Kurosawa e "Il mucchio selvaggio" di Peckinpah. E ancora "I mostri" e
"Una vita difficile" di Risi, "Il boom" di De Sica, "Ferie d'agosto" di Virzì, "Mars Attacks" di
Burton. E, Perché no, "Febbre da cavallo" di Steno in cui il ritmo incalzante della commedia
abbina sapientemente l'ilarità alla maestria del regista, riuscendo così a trattare il vizio del
gioco, tematica dalla profondità e peso sociale tanto delicati, con la leggerezza di un sorriso
che sa far riflettere.
Confidando nel consenso del pubblico, sicuramente il MovieClub
proseguirà nei suoi appuntamenti cinematografici ormai consolidati, sempre in compagnia dei
soliti "quattro amici", ma allargando lo sguardo anche verso nuovi orizzonti, in particolare
focalizzando l'attenzione sui cortometraggi.
Oggi i nuovi mezzi della tecnologia
consentono a tanti giovani appassionati di realizzare, a costo zero, un prodotto cinematografico.
Tanti ragazzi, in ogni comune, stanno quindi dando sfogo alla propria creatività imbracciando
una telecamera digitale, sfornando opere prime assai più dignitose di quelle che poi sbarcano
sul grande schermo. Questi talenti dovranno essere, da qui in poi, i veri protagonisti del
MovieCub del futuro anche grazie ad iniziative come il "Festival
del corto".
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